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Ancora suicidi tra gli imprenditori: deve cambiare lo stile di vita.
Era di ieri, 24 gennaio, l’importante notizia che la Camera di Commercio di Padova stanzia 5 milioni di euro per ricapitalizzare i Consorzi Fidi imprenditoriali della Provincia. Oggi siamo di nuovo “nel tunnel” dei suicidi per debiti, un amaro preludio … Leggi l’articolo completo
Conferenza mensile del 24 febbraio 2012 – Progetto Culturale e attività educativa della Chiesa
Centro Antonianum – 24 febbraio 2012
Conferenza mensile (con G.Serra), cena alle ore 19.45
“Progetto Culturale della CEI e Attività educativa della Chiesa”
Don Andrea Toniolo, Preside della Facoltà Teologica del Triveneto, Padova
Matteo Ometto, docente di religione e dottorando presso la FTTR
Documenti utili:
Il sito della CEI sul “Progetto Culturale”
Il sito della Facoltà Teologica del Triveneto
Un documento di S.E. Mons. Crepaldi sull’”emergenza educativa”
Cena/Agape sociale Euro 25,00 a persona
Per partecipare alla serata, inviare e-mail a questo indirizzo
Amedeo Levorato
Presidente UCID Padova
Seminari in preparazione del Convegno Ecclesiale Aquileia 2
Tra il 13 e il 15 aprile 2012 si svolgerà il Convegno Ecclesiale del Nordest, organizzato dalle 15 Diocesi del triveneto. I Vescovi, allo scopo di preparare culturalmente e teologicamente questo appuntamento, hanno organizzato tre seminari di approfondimento aperti che si svolgono a Zelarino, presso il Centro Cardinale Urbani, nelle date del 28 gennaio e 18 febbraio e presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova il 23 marzo 2012.
Si allega il pieghevole dei tre seminari e l’invito al seminario del 18 febbraio.
Al primo seminario, del 28 gennaio, hanno partecipato il Presidente regionale Bono, insieme a Dorigatti, Polimeno, Levorato e Turturici, oltre a Don Marco Cagol, consigliere ecclesiastico della sezione di Padova.
La partecipazione è aperta a tutti i soci UCID che desiderino partecipare.
Amedeo Levorato
Presidente UCID – Sezione di Padova
Invito al II Seminario del 18 febbraio a Zelarino
Pieghevole dei tre seminari in preparazione di Aquileia 2
Il documento predisposto da UCID Veneto per Aquileia 2
Erasmo Santesso per Aquileia 2
UCID – Comitato Tecnico Scientifico, Centro G.Siri, Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace – 10 febbraio 2012
Una folta delegazione di padovani, veneti e “nazionali”, ha partecipato venerdi 10 febbraio 2012, al convegno organizzato dal Prof. Angelo Ferro per la presentazione del libro e delle esperienze basate sul modello di responsabilità per il Bene Comune (RIBC) del Centro Giuseppe Siri, raccolte nel libro di Franco Angeli “Strategie d’Impresa per il Bene Comune”.
Tra le più significative presenze, S.E.R. il cardinale Peter K.A. Turkson, presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace, S.E. il Ministro dello Sviluppo Economico dott. Corrado Passera, S.E.R. il card. De Giorgi e S.E.R. il card. Re. Era presente anche Mons. Adriano Vincenzi, consigliere ecclesiastico dell’UCID Veneto.
Platea ricca di presidenti UCID: Ferro, Abete, Merloni, De Rita, e di imprenditori e professionisti appartenenti all’UCID provenienti da tutta Italia.
Per il Veneto erano presenti, oltre al ch.mo prof. Erasmo Santesso e al suo collaboratore Giovanni Vaia, Costato per Confindustria, De Zorzi, Levorato, Gallio, Dorigatti, Lupi, Tabacchi ed altri.
Avendo preso parte ai lavori del convgeno, mi permetto di mettere a disposizione dei soci e simpatizzanti UCID alcuni degli interventi piu’ significativi della giornata.
Flyer di presentazione del Convegno
Programma finale della giornata del 10 febbraio 2012
Introduzione del Prof. Angelo Ferro
Intervento di S.E.R. Card. Peter K.A. Turkson
Documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace per una riforma del sistema monetario internazionale
Intervento del dott. Piergiorgio Marino
Intervento del Prof. Giorgio Donna
Intervista al prof. Wayne Visser
Intervento dott. Francesco Merloni – Presidente CTS UCID
Mettiamo a disposizione in anteprima i documenti distribuiti nel Convegno alla Sezione di Padova dell’UCID.
Una ricetta per l’Italia? «Dobbiamo crescere in fretta. Il dramma è che la corruzione è dilagante. Si potrebbero costruire carceri. Da impulso all’edilizia e ci mettiamo dentro i ladri». Giacomo Vaciago sul Mattino di Padova del 12 febbraio 2012
Amedeo Levorato – Presidente
Inserito in Attività UCID, Chiesa mondiale, Dottrina Sociale della Chiesa, Imprenditorialità, Mondo Cattolico
Etichette de rita, giustizia e pace
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Spiritualità per un’etica civile a S.Giustina, 9 febbraio ore 18.15
Don Marco Cagol, responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Padova e nostro consigliere ecclesiastico, ci segnala che GIOVEDI’ 9 FEBBRAIO alle ore 18.15, presso il Monastero di S. Giustina (entrata da via Ferrari, sul retro della Basilica), don Carlo Molari, noto teologo contemporaneo, terrà una meditazione sul tema “Spiritualità per un’etica civile”.
L’incontro è inserito nel ciclo di incontri organizzati da Scuola FISP e Fondazione Lanza, sul tema dell’etica civile. Sul sito le informazioni.
Don Marco Cagol
Pastorale Sociale e del Lavoro
Inserito in Dottrina Sociale della Chiesa, Mondo Cattolico, Morale e Società
Etichette diocesi di padova, fondazione lanza, pastorale sociale
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Due riflessioni di Erasmo Santesso
Pubblichiamo due riflessioni di Erasmo Santesso sul lavoro, la libertà e l’autodeterminazione.
IL LAVORO PIÙ UTILE NON SI PUÓ COMPRARE
Erasmo Santesso
Lavorare come se non avessimo bisogno dei soldi
La convinzione che la felicità non si raggiunga semplicemente con la soddisfazione dei bisogni materiali, ma scaturisca da relazioni appaganti è una riflessione che ha radici antiche e che di tempo in tempo affiora con maggiore evidenza. Ma quali sono i rapporti che possono offrire un così grande beneficio? Nella nostra esistenza sperimentiamo tre categorie generali di relazioni: per divertimento; per convenienza reciproca; per fraternità.
Le relazioni per convenienza hanno per oggetto uno scambio di equivalenti che è giudicato vantaggioso da entrambe le parti. Sono tali le relazioni di lavoro, regolate da norme giuridiche generali, da contratti e da direttive gerarchiche.
Se gli individui si concentrano principalmente sulla definizione di accordi, con i quali massimizzare il divario fra quanto dato e quanto ricevuto, essi perdono di vista le finalità proprie delle attività svolte. Compito delle imprese è di produrre beni e servizi idonei a soddisfare i bisogni delle persone e offerti in condizioni di concorrenza. Le imprese sono organizzazioni ideate dagli uomini che vivono in società e che consentono loro di disporre di prodotti alle migliori condizioni possibili. Quanto più esse conseguono questo risultato tanto più dispongono di ricchezza con cui ricompensare le categorie di persone che hanno partecipato alla loro attività. Conseguire benefici con il proprio lavoro è indispensabile, ma non deve essere questo il motivo ultimo che guida l’offerta di prestazioni
Le relazioni di lavoro, una volta definiti gli accordi, devono ispirarsi al maggior vantaggio per l’azienda anche se ciò comporta contributi non previsti o temporanei squilibri rispetto all’impegno profuso da altri membri dell’organizzazione. Potremmo dire che il lavoro più prezioso inizia quando andiamo oltre la lettera del contratto e mettiamo tutti noi stessi, la nostra passione e la nostra “anima” nel fare qualcosa. Da questo punto di vista emerge l’utilità di interpretare il lavoro anche come espressione della logica del dono e della fraternità.
Il lavoro come fattore sottoutilizzato per il successo dell’impresa
Le relazioni gratuite dischiudono prospettive inesplorate di innovatività e di efficienza nelle organizzazioni (imprese e pubblica amministrazione). Nessun controllo, incentivo o sanzione può riuscire ad ottenere da un lavoratore la parte migliore di sè, quella che poi diventa il fattore competitivo determinante per il successo dell’impresa. Questa dimensione del lavoro, difficilmente può essere comprata sul mercato, ma è quella che effettivamente serve alle imprese per poter vivere e crescere.
Negli ultimi due secoli, le imprese hanno costruito un sistema di incentivi e ricompense che non riconosce l’eccedenza rappresentata dal dono. Se infatti per promuovere il maggior impegno si utilizza l’incentivo del danaro il “di più” del dono viene riassorbito e scompare. Se però per evitare questa scomparsa del dono le imprese e i loro dirigenti non fanno nulla, con il passare del tempo l’eccedenza del lavoratore viene meno e questi assume atteggiamenti cinici e sfiduciati. Come fare perchè il lavoratore che dà il meglio di sè venga riconosciuto per quello che ha donato. Con quale linguaggio esprimere il divario fra lo stipendio e il dono della propria vita?
Dare voce all’anima arrichisce la vita
Forse bisogna ridare voce all’anima e diventare più capaci di aiutarci reciprocamente, di far gesti di autentica solidarietà, di spingerci gli uni gli altri a spostar l’occhio dal risultato immediato allo sviluppo complessivo del territorio, distinguendo bene tra ciò che è perseguimento del proprio interesse privato e individuale e ciò che invece è bene comune, cioè bene mio ma anche tuo e di tutti. Prevale un sentimento di continua autogiustificazione al quale si affianca una ostinata individuazione delle insufficienze degli altri. Una delle più diffuse cause di sofferenza deriva da presunti o reali atteggiamenti di ostilità che riscontriamo solo negli altri. Dobbiamo forse tutti trovare il coraggio di guardarci dentro per vedere se il nostro animo è veramente giusto e buono e parlarci senza vergogna per sentirci insieme e migliorare.
Seguendo questo tracciato il lavoro non è unicamente il mezzo per procurarsi una remunerazione come esito di un rapporto spesso conflittuale con gli altri stakeholder e soprattutto con i conferenti di capitale proprio. Il lavoro prestato nelle organizzazioni é anche occasione di realizzazione della persona umana, chiamata ad esprimere il meglio di sé nella convinzione che dall’impegno profuso possa derivare la maggior soddisfazione.
L’IMPORTANZA DELLA LIBERTÀ
Erasmo Santesso
Una interpretazione sostenibile del male
Capita sovente che i progetti organizzativi caratterizzati da fiducia sull’uomo e sulle sue prospettive di crescita professionale e spirituale vengano rigettati da chi assume un’impostazione cinica e pessimistica. “Tutti gli uomini perseguirebbero prima o poi ingiusti vantaggi personali a svantaggio di altri. Quindi è inutile promuovere relazioni virtuose: alla fine verrebbero strumentalizzate”
Per superare queste obiezioni osserviamo che l’opportunismo (il “male”) non è semplicemente un fenomeno che soffoca la virtù. E’ un carattere sempre presente e con varia intensità nel cammino con cui l’uomo cerca il senso da dare alla sua vita. Di fronte al male non è quasi mai accettabile la condanna secca e la rinuncia alla ricerca di possibili soluzioni.
Affinché le relazioni sociali accolgano elementi di gratuità é necessario che le persone che vi si coinvolgono siano libere, cioè possano esprimersi ed agire in modo consapevole ed autonomo, dando voce alla propria volontà di ideare e mettere in atto un’azione ritenuta buona e giusta.
La libertà comporta che le persone possano con alterne vicende preferire rapporti opportunistici o addirittura conflittuali e aggressivi. E’ infatti il libero superamento di queste condizioni che consente di definire un atto gratuito.
La libertà ha un costo troppo alto?
Ci si può certo chiedere se il prezzo da pagare per crescere come uomini e divenire attori di relazionali appaganti non sia eccessivo, tenuto conto che la maggior parte degli uomini sembra trovare più incentivante il male che il bene. Possiamo rispondere che se il male viene tollerato (dalla natura o da Dio) significa che la realizzazione di relazioni gratuite è veramente importante per la vita piena delle persone. La libertà di agire secondo la propria volontà assume un rilievo tale da potersi accettare che gli uomini operino causando sofferenze reciproche pur di non intaccare tale profilo della persona. Riconoscere la libertà degli altri significa rinunciare al desiderio di ottenere i comportamenti che preferiamo e che riteniamo giusti, se non sono espressi in piena consapevolezza e libertà. L’altro non serve a me ma vale di per sè[1]. La relazione non deve mirare a possedere il nostro interlocutore, ma deve riconoscere la dignità del suo percorso di vita che non possiamo cambiare in modo prepotente ma possiamo invece accompagnare in modo fraterno.
Il dono arricchisce solo quando è libero
È fuor di dubbio che chi liberamente dona si aspetta un comportamento analogo dagli altri. Mentre i beni materiali si ottengono a mezzo di scambi, i beni relazionali (come il dono) sono rilevanti solo quando sono unilaterali. Non è possibile quindi ottenerli con un contratto o per obbligo legislativo. La relazione sarà piena quando si agisce perché convinti, anche avendolo sperimentato direttamente, che l’attenzione e la cura del prossimo é cosa buona.
[1] S. Natoli, L’edificazione di sè, Editore Laterza, 2010.
Prof. Erasmo Santesso
Professore Ordinario di Economia aziendale
Dipartimento di Management
Facoltà di Economia
Università Ca’ Foscari Venezia
S. Giobbe Cannaregio 873
30121 Venezia
Italy
Inserito in Imprenditorialità, Mondo Cattolico, Morale e Società
Etichette norme giuridiche, relazioni di lavoro, scambio
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Conferenza mensile del 27 gennaio 2012 – Separazioni e divorzi alla radice della crisi italiana
Prima conferenza del 2012 per la Sezione di Padova dell’UCID: “Separazioni e divorzi alla radice della crisi italiana”, con Don Cristiano Arduini, responsabile della Pastorale della Famiglia della Diocesi di Padova e l’avv. Elisabetta De Septis Ereno.
Con inizio alle ore 20.00, il 27 gennaio 2012, si incontrano presso l’Antonianum di Padova la sezione UCID e il Gruppo Serra per dibattere su questo aspetto “chiave” e problematico della attuale presenza dei cattolici nella società italiana: i “valori non negoziabili” e la loro declinazione nel tema della “famiglia”, sotto il profilo della separazione e del divorzio.
“Essi sono: la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna”.
A volte, ricorda S.E.R. il Cardinale Angelo Bagnasco nella conferenza tenuta a Todi il 17 settembre 2011, … “si sente affermare che di questi valori non bisognerebbe parlare perchè divisivi, e quindi inopportuni e scorretti, mentre quelli riguardanti l’etica sociale avrebbero una capacità unitiva generale. L’invito non di rado esplicito, sarebbe quello di avvolgerli in un cono d’ombra e di silenzio, relegarli sempre piu’ alla sfera privata di ciascuno, come se fossero un argomento scomodo, quindi politicamente e socialmente inopportuno. L’invito è spesso di fare finta di niente, come se turbassero la coscienza collettiva. Tuttalpiù si vorrebbe affidarli all’opera silenziosa e riservata della burocrazia tecnocratica. Ma è possibile perseguire il bene comune tralasciandone il fondamento stabile, operativo e garante? Il bene è possibile solo nella verità e nella verità intera. Per questa ragione non sono oggetto di negoziazione. Su molte questioni, infatti, si deve procedere attraverso mediazioni e buoni compromessi, ma ci sono valori che, per il contenuto loro proprio, difficilmente sopportano mediazioni per quanto volenterose, giacchè questi valori non sono quantificabili nè parcellizzabili, pena trovarsi di fatto negati.”
A 27 anni dal referendum sul divorzio, nella serata organizzata da UCID e Gruppo Serra saranno valutati gli effetti demografici, statistici, sociali e giuridici del fenomeno delle separazioni familiari e del divorzio, e i loro effetti sulla stabilità dei legami interpersonali, professionali e aziendali, affettivi e verso i figli e la loro educazione.
Non per condannare, ma solo per capire, e comprendere come sia possibile, attraverso l’esempio e la buona pratica dell’unione coniugale naturale, contribuire a migliorare la comunità di relazioni, la vita e l’educazione dei giovani, la continuità generazionale e della nostra società. Non una imposizione, quindi, ma un suggerimento ed un esempio, uno tra i più costosi e fonte di sacrifici e rinunce in quest’epoca di egoismi ed esaltazione degli individui, ma sicuramente – proprio perchè fondamentale – un valore da promuovere e tutelare nelle comunità cristiane oggi e in futuro.
Allegati per la conferenza:
Bollettino ISTAT 2011 su Separazioni e Divorzi nella società italiana
Estratto del Catechismo della Chiesa Cattolica
Curriculum dell’Avv. Elisabetta De Septis Ereno
Intervento dell’Avv. Elisabetta De Septis Ereno (slides)
Sito della Pastorale Familiare della Diocesi di Padova
Programma spiritualità separati 2011-12
Intervento Don Cristiano Arduini
Amedeo Levorato
Presidente UCID – Sezione di Padova
Ai giovani e agli adulti: formarsi per rinnovare la politica
In questa primavera si moltiplicano, fortunatamente, nel panorama desolante dell’”attuale” politica, le iniziative nuove e fresche di formazione, di buona qualità, volte ad offrire ai giovani e anche agli adulti “digiuni” di formazione politica, amministrativa e sociale, opportunità di comprendere il linguaggio, i ritmi e le modalità con cui amministrare la “cosa pubblica”.
Non occorre compiere scelte partitiche per frequentare, ma è indispensabile, a mio avviso, disporre di una formazione alla politica per la nostra vita di ogni giorno, giovani, adulti ed anche pensionati.
Non possiamo, quindi, che segnalare e sollecitare la massima attenzione a queste iniziative che rappresentano, nella grande maggioranza dei casi, azioni di volontariato politico e sociale condotte con grande sacrificio degli organizzatori, che sono costretti ad assicurare ai partecipanti lezioni, dibattiti e visibilità ai massimi livelli, in concorrenza con ben altri strumenti di comunicazione “sparati” dai media e dalle televisioni pubbliche e private, rispetto ai quali comunque i corsi di formazione organizzati sul territorio sono costretti a paragonarsi o rappresentare una alternativa di informazione e approfondimento.
Corso di formazione del Centro di formazione “Giuseppe Toniolo” di Padova, febbraio/marzo 2012 (comincia il 9 febbraio 2012) - presso il Centro Toniolo vi è anche la sede dell’UCID di Padova.
Corso Amministrazione Locale 2012
SCHEDA DI ISCRIZIONE 2012
Scuola Veneta di Politica del Partito Democratico
marzo-giugno 2012 (comincia il 2 marzo 2012)
Scuola Veneta di Politica – Programma Scuola 2012
Un augurio di grande formazione e grandi esperienze a tutti, giovani e adulti, intenzionati a imparare come “fare politica”!
Amedeo Levorato
Presidente UCID – Sezione di Padova
Inserito in Economia, Mondo Cattolico, Morale e Società, Responsabilità sociale
Etichette corsi di formazione, giuseppe toniolo, levorato
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