Traffico del blog UCID Padova nel 2014

WordPress.com ha preparato un rapporto annuale 2014 per il blog di UCID Padova.

Estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 8.300 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 3 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Cliccare qui per vedere il rapporto completo.

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Due appuntamenti a Capodanno per la Pace a Padova e Vicenza

Quest’anno il nostro territorio è toccato da due esperienze significative di preghiera e testimonianza per la pace.
La prima è nella vicina Diocesi di Vicenza, dove si terrà la Marcia Nazionale per la pace, dove convergeranno realtà da tutta Italia, per sottolineare l’impegno per la pace. La marcia si terrà il 31 dicembre pomeriggio, con partenza da Monte Berico alle 16.30 e conclusione nella Cattedrale di Vicenza con la Celebrazione della Santa Messa alle 22.30, dopo un significativo percorso a tappe per le vie della città di Vicenza. Essendo vicina può esser l’occasione per prendere parte a questo evento nazionale, e un modo “alternativo” di concludere l’anno.
La seconda è la tradizionale Marcia diocesana Insieme per la Pace, Pace in tutte le terre, che si terrà nel centro storico di Padova, con partenza alle ore 15 da Piazza dei Signori e conclusione alle 17.30 presso il Tempio della Pace (e successiva possibilità di partecipare alla Santa Messa). Quest’anno la Marcia diocesana avrà due particolarità: il ricordo della grande guerra, e la presenza di amici di altre confessioni cristiane e altre fedi, come segno di riconciliazione anche nella nostra città. Anche questo è un modo nobile per festeggiare l’inizio dell’anno.
Entrambe le marce poi avranno come sfondo il messaggio di Papa Francesco “Non più schiavi, ma fratelli”.

Segnalato da Don Marco Cagol – Pastorale del Lavoro della Diocesi di Padova

Marcia pace 2015 def

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Un augurio e una riflessione

​In questo mondo di vuote vanità,  solo lo Spirito può allontanare il freddo e il buio.
L’età da noi raggiunta matura sempre più la comprensione del significato della scrittura:
(EL)
« 1 Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν,
καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος.
2 οὗτος ἦν ἐν ἀρχῇ πρὸς τὸν θεόν.
3 πάντα δι’ αὐτοῦ ἐγένετο,
καὶ χωρὶς αὐτοῦ ἐγένετο οὐδὲ ἕν. ὃ γέγονεν
4 ἐν αὐτῷ ζωὴ ἦν, καὶ ἡ ζωὴ ἦν τὸ φῶς τῶν ἀνθρώπων·
5 καὶ τὸ φῶς ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει,
καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν. »
(IT)
« In principio era il Verbo (Logos),
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2 Egli era in principio presso Dio:
3 tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
5 la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta. »
(Giovanni 1:1-5)
Il Logos non è logica o sapienza o saggezza.
Nel buio del mondo materiale il Logos è Cristo che si fa uomo, spirito, comunicazione, Vangelo, pietà, speranza, rispetto, la parola di comunione tra esseri umani, unica vera luce che illumina la vita.
La Parola non è Dio, ma la Parola lo rende reale.
Le tenebre non sono in grado di sconfiggere Cristo e lo spirito dell’uomo.
Buon Natale e felice anno nuovo
Il Redattore del Blog UCID Padova, Amedeo Levorato
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Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Soci e Simpatizzanti UCID

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Sandro Botticelli – Natività Mistica  1501- National Gallery

“L’ impossibile, cioè il Mistero, è immeritato dall’uomo. Eppure qui avviene un fuoco, una affezione che avvolge, un calore che predomina nell’immenso atrio del mondo, nello spazio eterno.”

“What seems impossible, that is the Mystery, is unmerited by the humanity. Yet, here a fire occurs, an affection that surrounds, a warmth that predominates in the huge atrium of the world, in the eternal space”

Don Luigi Giussani – Riflessione sul Natale – 2004
Sereno Natale a voi e Famiglie – A merry blessed Christmas to all of you and Families

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UCID Incontro in preparazione del Natale 12 dicembre 2014

ucid.jpgSi è svolto il 12 dicembre al Centro Giovanile Antonianum, alla presenza di soci e simpatizzanti, il consueto incontro di preparazione del Natale con l’assistenza del consigliere ecclesiastico, Don Marco Cagol, responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Padova.

«La relazione con lo straniero decisiva per comprendere Dio»

«La relazione con lo straniero nella Bibbia è relazione fondante, è relazione decisiva per comprendere Dio». È una riflessione più che mai attuale, quella proposta dal consulente ecclesiastico don Marco Cagol in occasione dell’incontro in preparazione al Natale organizzato da Ucid Padova lo scorso venerdì 12 dicembre. «La Bibbia cosa dice di chi migra?», è la domanda da cui ha preso le mosse l’analisi di don Cagol. «La figura dello straniero costella tutta la narrazione biblica», ha spiegato il consulente ecclesiastico, che ha ricordato anche come significativo in questo senso sia anche l’incipit del Vangelo di Giovanni (Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi).

«Il popolo di Israele vive i suoi momenti fondativi – ha proseguito – proprio in esilio, sperimenta il volto di Dio quando è schiavo. La cifra del migrare nella Bibbia è una cifra fondante e al contempo la “fessura” attraverso cui il popolo di Israele guarda la realtà».

don marco cagol

Da queste considerazioni discende il fatto che la relazione con lo straniero che “stranisce e destruttura” «non potrà mai essere escludente» perché «è luogo originario in cui Dio si rivela». Don Cagol ha spiegato poi come nella Bibbia la figura dello straniero sia spesso associata a quella dell’orfano, del povero, della vedova, citate perché con la loro presenza “riportano” a Israele la memoria di quando era “popolo straniero”: queste categorie, prima ancora che sociologiche, sono teologiche.

Se la relazione con lo straniero è fondamentale per la conoscenza di Dio e di sé ecco che una cultura che rifiuta lo straniero rischia di capire poco anche di sé. Se fin dall’Esodo Dio nella Bibbia si “fa prossimo” di chi è in terra straniera, la relazione originaria con lo straniero tratteggiata dalla Parola è quella dell’accoglienza. Non solo: in un contesto culturale in cui l’uomo è considerato “io che si espande” lo straniero, con la sua condizione di bisogno, è al contempo «appello alla responsabilità dell’altro», rimanda «alla nostra struttura ontologica di essere bisogno e risposta al bisogno» e «alla povertà che siamo, ricordandoci come eravamo un tempo e come potremo tornare ad essere».

Un “rimando” che è forse proprio una delle ragioni alla paura che spesso si associa allo straniero. Ecco perché – di fronte alla difficoltà ad accogliere il migrante che spesso si rileva nel contesto odierno, in particolar modo in Europa – «è necessaria una riflessione profonda di tipo culturale, perché il rischio è che la faccia da padrone un approccio riduzionistico, che vede lo straniero solo come chi viene a chiedere risorse economiche, o ancora che trovi spazio la teorizzazione sul fatto che non c’è posto per lo straniero nella polis, perché in quanto diverso “decentra”».

A cura di Roberta Voltan

 

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UCID Convegno del 22 novembre 2014, rendiconto e interventi

ucid.jpgNon ha deluso l’aspettativa di chi si attendeva un dibattito di alto livello e ricco di spunti – capace di leggere anche l’attualità della crisi – il convegno “La persona e l’attività economica” proposto dalla Sezione di Padova dell’UCID presso la sala san Luca di Santa Giustina sabato 22 novembre 2014.

Un’occasione per guardare – nel sessantesimo anniversario dalla scomparsa di Alcide De Gasperi – all’Europa di oggi, per molti versi ancora lontana dal “sogno” che aveva ispirato lo statista democristiano.

La ricetta del rigore a tutti i costi imboccata ormai da tempo non sembra aver prodotto risultati e in molti denunciano le conseguenze sul piano sociale. Nel suo intervento introduttivo Flavio Zelco, presidente Ucid Padova, ha attinto anche alla sua esperienza professionale ricordando come «quando un’azienda va male non si può intervenire aumentando il prezzo di vendita dei prodotti o tagliando i costi in modo sconsiderato», ma bisogna ridurre il prezzo di vendita e contemporaneamente intervenire in modo intelligente nel taglio delle spese improduttive accompagnandolo con un aumento degli investimenti per ottenere un rilancio. Una ricetta che dovrebbe rappresentare l’abc di ogni aziendalista, ma che invece a livello di Unione Europea oggi è ancora troppo spesso ignorata.

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Di grande interesse anche la lettura offerta da Umberto Vincenti, professore ordinario di diritti umani ed etica pubblica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova. Vincenti ha spiegato come sia nelle Carte fondamentali dell’Unione Europea sia nella Costituzione italiana non si rintracci un impianto chiaro che possa definire un’etica pubblica. «La Costituzione – ha spiegato – insiste moltissimo sui diritti, che spesso entrano in conflitto mortale fra loro, facendo proprio l’imperativo della non discriminazione, ma dice molto meno sul piano dei doveri». Se la Costituzione, secondo la lettura di Vincenti, «dice troppo poco» perché si possano rintracciare in essa le coordinate di un’etica pubblica, ecco che di fronte a molte questioni che vedono in conflitto diritti diversi lo Stato si trova a balbettare e la risposta è affidata sempre più spesso alle aule di tribunale. Certo, ha precisato comunque Vincenti, il problema principale del “vuoto” che si registra nel nostro Paese dal punto di vista nell’etica pubblica non risiede nelle “omissioni” della Costituzione, ma nella qualità degli uomini. «Dalla seconda metà del Novecento in poi abbiamo assistito nel nostro Paese a una progressiva caduta dello spirito pubblico e a un processo di dismissione della dimensione comunitaria». I risultati sono sotto gli occhi di tutti: «Partiti opachi che coltivano interessi particolari, un’élite intellettuale assolutamente apatica, una corruzione pervasiva..». Al modello aristoteliano del governatore come uomo che non può non essere virtuoso anche nel privato si è sostituito quello latino del «pater familias», a indicare che chi “governa” «è considerato bonus se riesce ad accrescere il patrimonio della sua famiglia». Che fare, di fronte a questo scenario desolante? La risposta di Vincenti è senza tentennamenti: «Dobbiamo ripartire dalle scuole». Il docente dell’ateneo patavino non ha risparmiato una critica ai nuovi programmi formativi previsti dalla riforma, che sostituiscono l’obiettivo di formare “un buon cittadino” con un più generico obiettivo legato alla “convivenza civile”.

A offrire ulteriori spunti di riflessione, anche l’intervento del noto costituzionalista Mario Bertolissi, che ha spiegato come di fronte all’ampiezza della crisi oggi non sembra esserci nessuno in grado di tracciare una rotta in Europa: da una parte gli economisti che si limitano a “dare i numeri” in continuazione, dall’altra sono poche le voci in grado di decodificare davvero questi numeri e “spiegare quello che succede”, mentre l’Ue «è affidata a tecnocrati, e il tecnocrate per definizione segue nel suo agire solo l’aritmetica, non ha “figli” di cui preoccuparsi, insegue quella che Franco Ferrarotti con un’espressione efficace chiama una perfezione priva di scopo». «Il problema dell’Europa – ha spiegato poi – non è lo strapotere della Germania, è la politica debole». Dalla sua posizione laica Bertolissi – che ha citato anche don Primo Mazzolari e il suo richiamo alla complementarietà tra libertà e ordinamento giuridico – ha indicato nella Caritas in veritate di papa Benedetto XVI un testo che può offrire molte risposte ai mali che vive oggi l’Europa, perché afferma con chiarezza come l’ordine sociale sia superiore all’ordine economico, mostrando l’insensatezza di una linea politica che si “fonda” solo sulla logica dei numeri.

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Una visione in linea con quella offerta dal segretario nazionale Ucid Giovanni Scanagatta che, impossibilitato a partecipare per problemi personali, ha fatto avere il suo intervento in forma scritta.

Il segretario nazionale – in linea con Bertolissi – ha ricordato come per uscire dalla crisi sia necessario tornare a riaffermare e riconoscere «il primato dell’etica» sull’economia e superare il riduzionismo economico- con la conseguente frattura tra la dimensione dell’etica e quella dell’economia –  che si è fatto strada nel nostro Paese a partire dagli anni Trenta del Secolo scorso. Ecco l’Intervento del Segretario Generale dell’UCID Scanagatta al Convegno del 22 novembre 2014

Occhetta_sj_01L’intervento conclusivo è stato affidato a Francesco Occhetta sj, redattore della testata Civiltà cattolica, che si è detto convinto che l’Europa e l’Italia oggi – per non rischiare “la rottura” – debbano trovare il coraggio di «riscrivere il patto generazionale» per redistribuire le risorse fra i padri e le generazioni dei loro figli, condannati a non poter godere dello stesso benessere di cui hanno goduto loro. Anche Occhetta ha ribadito poi come uno dei problemi dell’Europa sia proprio il vuoto della politica «con l’Inghilterra che vuole uscire, la Francia che sta sparendo, l’Italia che ha perso la grande opportunità rappresentata dal semestre di presidenza limitandosi a fare qualche “capriccio” per ottenere questo o quell’allentamento». «Senza la politica che possa offrire all’Europa una visione comune ecco che quella che doveva essere una grande scommessa collettiva si trasforma in paura, ed ecco i rigurgiti di autoritarismo e di razzismo, i tanti movimenti seccessionistici in atto…».  Occhetta ha ricordato come l’Europa oggi si trovi a fare i conti con sette grandi peccati: un benessere senza lavoro, un’educazione senza morale, una politica senza partecipazione, una società senza famiglia, un piacere senza coscienza, gli affari senza etica, la fede senza sacrificio. «E proprio da qui – e non soltanto dalla crisi economica – che bisogna ripartire…»

A cura di Roberta Voltan

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UCID, incontro in preparazione del Natale 12 dicembre 2014

ucid.jpgCari amici, è programmata per il giorno venerdì 12 dicembre presso il Centro Giovanile Antonianum l’incontro della Sezione UCID in preparazione del Santo Natale e per scambiare gli auguri di Buone Feste.
L’incontro inizierà alle ore 20.00 con la cena, il cui costo è fissato in € 25,00.-, e proseguirà alle ore 21.00 con la meditazione tenuta dal consulente ecclesiastico don Marco Cagol.
Siete invitati a partecipare numerosi e dare la adesione vostra e dei vostri sempre graditi ospiti entro martedì 9 dicembre all’indirizzo ucidpadova@gmail.com
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