Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, 30 maggio 2014

Riporto di seguito il documento “Considerazioni Finali del Governatore della Banca d’Italia” messo a disposizione in occasione dell’assemblea di bilancio della Banca il 30 maggio scorso, nonchè l’ultima parte della relazione del Governatore Ignazio Visco.

Considerazioni_Finali del Governatore della Banca dott. Ignazio Visco – 30 maggio 2014

“Il 2013 è stato ancora un anno difficile, per l’Europa e per la nostra economia, più di quanto si prevedesse un anno fa. L’uscita dalla recessione è  travagliata, la ripresa fragile e incerta. Non mancano, anche da noi, segnali positivi: crescono gli afflussi di capitale, migliora il clima di fiducia dei consumatori, gli ordinativi delle imprese manifatturiere sono in espansione.
Perché il miglioramento si consolidi va messo a frutto quanto è stato finora intrapreso, avanzando con decisione lungo la strada delle riforme e promuovendo la ricerca dell’efficienza, nei servizi pubblici come nell’attività privata.
Siamo anche consapevoli che alla crescita della produttività, troppo  a lungo stagnante, deve accompagnarsi quella della domanda, quindi dei redditi delle famiglie, da sostenere con nuove opportunità di lavoro. Servono  investimenti, privati e pubblici, nazionali ed europei.
L’unione fra i paesi europei, che ha trovato finora la sua espressione più compiuta nell’euro, è un progetto in itinere in cui i popoli coinvolti devono poter credere, vedendovi una fonte generatrice di pace e di benessere. Alle istituzioni si richiedono politiche che conferiscano robustezza alla costruzione, ma che sappiano anche rispondere alle sfide del tempo. Siamo tutti cittadini di questa Europa e insieme dobbiamo farla crescere, non solo sul piano
economico. Di fronte a un’opinione pubblica divisa, non sempre informata, vi è bisogno di politiche profondamente europee, da attuare nei limiti delle rispettive responsabilità ma con spirito aperto alla cooperazione.
La politica monetaria e l’unione bancaria sono direttrici importanti, che vedono già oggi il nostro Istituto intensamente impegnato.

Nel governo della moneta l’obiettivo primario è la stabilità dei prezzi. La politica monetaria non può, di per sé, stimolare la produttività o determinare i sentieri di crescita. Ma condizioni monetarie stabili ne sono il presupposto e il Consiglio direttivo della BCE è impegnato a garantirle. Quanto alle banche, ora sottoposte a regole e vigilanza comuni, esse restano da noi il pilastro fondamentale per il finanziamento dell’economia. Perché possano
continuare ad attrarre capitali e raccogliere liquidità sui mercati, indispensabili per adempiere compiutamente alla loro funzione di intermediazione, ne va rafforzata la governance, garantita l’integrità dei comportamenti, accresciuta la redditività; vanno valutati gli effetti che oneri, non solo tributari, possono avere sulla loro capacità di competere in un mercato finanziario integrato.

La ripresa dell’economia, il rilancio dell’occupazione dipendono dalla  capacità di finanziare investimenti e progetti meritevoli. A questo compito fondamentale, pur nella difficile fase attuale, va rivolto il credito bancario, con il necessario concorso dei capitali direttamente investiti nelle imprese e delle risorse che possono essere utilmente raccolte sul mercato. Il rispetto delle regole e la linearità dei comportamenti sono condizioni essenziali, sulle
quali continueremo a vigilare.
La via della ripresa, non solo economica, non sarà breve, né facile.
L’incertezza è insita nella transizione, rapida, verso un mondo molto diverso, più mobile e aperto, dove la tutela dei deboli deve coniugarsi con l’offerta di opportunità per i giovani. Politiche di ampio respiro vanno inserite in un quadro chiaro e organico di interventi.
Chi investe, chi lavora e consuma,  deve potersi confrontare con un programma che consideri tutti gli aspetti da riformare nella società e nell’economia, che promuova l’innovazione e il rispetto della legge, ispirandosi a principi di efficienza ed equità, che premi il merito e la responsabilità. Anche se le singole misure potranno essere attuate in tempi diversi, non solo per i vincoli di bilancio, la visibilità di un disegno coerente rassicurerà i cittadini, rafforzerà quella fiducia nel futuro senza di cui ogni progresso è impossibile.”

Informazioni su Amedeo Levorato

Consulenza gestionale e direzionale d'impresa
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